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Articolo di Vittorio Zucconi apparso su La Repubblica di oggi: Era una sera di maggio che a Washington il mese pi dolce. Nel suo ufficio al Pentagono aperto sulla distesa dei ciliegi sulla riva opposta del fiume Potomac, l Jeremy Boorda, il numero due della Marina americana, rilesse per la centesima volta il testo della propria condanna a morte. Un impostore scriveva una lettera anonima stampata sul Navy Times,l ufficiale dell perch ostenta sulla divisa i nastrini di reduce dal Vietnam dove non ha mai combattuto A 57anni, dopo 40 vissuti in uniforme, Boorda conosceva troppo bene ilsuo pollaio per credere che l della Marina potesse pubblicare per errore una lettera anonima contro di lui, il Capo delle Operazioni Navali, il numero due della gerarchia in divisa blu.

Si stanno inoltre diffondendo protezioni supplementari rappresentate da ”mattonelle autodetonanti” che, colpite da cariche cave, ne deviano il dardo incandescente, e che ricoprono praticamente le parti più esposte e vulnerabili. Esse dovrebbero mettere il carro al riparo dalle armi portatili controcarro della fanteria (lanciarazzi, missili guidati e cannoni senza rinculo) e dai tiri d’artiglieria con bombette e proietti a guida terminale, nonché dall’azione di aerei ed elicotteri cacciacarri. ormai generalizzata l’adozione delle grembialature laterali..

( Eine sichere Bindung bietet die Grundlage fr eine sichere Erkundung der Welt des Kindes. Sie begrndet Selbstsicherheit. Selbstsicherheit ermglicht eine altersgem gute Entwicklung der geistigen Fhigkeiten und steigert sie zugleich. In occasione della “Festa della donna” in scena al Teatro Oscar di Milano una pièce eccentrica sull’arte della prostituzione: dal 4 all’8 marzo 2015 lo spettacolo ‘Donne, donnine, donnacce’ di Gianni Gori ricorda i volti noti delle “signore” che hanno praticato, per scelta o per vocazione, il mestiere più antico del mondo e la loro capacità di stregare l’universo maschile. Gianna Coletti, Giovanna Rossi e Vicky Schaetzinger rivisitano, con allegria e un pizzico di malinconia, un’insolita “viaccia” dove tornano a passare, spesso accompagnate dai loro scalcinati protettori, donnine allegre, disperate mantenute, protagoniste dei marciapiedi, da Berlino a Buenos Aires, dai bastioni di Milano ai carruggi di Genova. Una carrellata, in parole e musica, sulle sorti delle “donne perdute”: dalla “Dama delle camelie” a “Irma la dolce”, dalle “passeggiatrici” dell’800 fino alle protagoniste delle canzoni della mala.

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